E' una storia breve, di rapide e intese le sensazioni.
Lui :
Due persone si rincontrano dopo moltissimi anni
Si sono voluti bene da ragazzi; mani sfiorate, insieme al cinema, impegno,
quello severo, che serve a sentirsi grandi, e ad iniziare a diventarlo
davvero.
Poi, in mezzo, una vita. Altri amori, figli. Pura vita.
Dopo tanto tempo, riemergono le anime antiche. La musica, note da
condividere, la poesia, quella che mette insieme parole che danno volto
alle emozioni.
"...T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno."
Un amore che sembra non essere mai finito.
Le cipolle sono il simbolo di una emozione che non conosce tempo, che
prescinde dal resto.
Che ci fa leggeri.
Che ci scopre abbracciati all'alba.

Lei:
Lui è così. Scrive queste cose, le scrive a me, me le dice, me le fa
sentire. L'ho ritrovato dopo molto tempo. Ho pensato fosse per caso. E un
pò lo è stato ma non del tutto. Mi ha aspettato all'uscita da un convegno
e da allora è passato un anno. Molte parole - soprattutto scritte - e una
sorta di magia in crescendo e la voglia di non perdere il bello di questo
incontro.
Cipolle per dire altro che non riesco a dire. Per timore per pudore per
altro che non so o che non voglio sapere. Ora è così. Forte e anche
naturale. Proprio come le cipolle.
Giusy:La vostra è una storia meravigliosa e vi auguro oltre ad un Buon Natale anche un Buon Anno... di leggerezza!
Un abbraccio!