domenica 4 dicembre 2011

Albe gioielli

Mercoledì, 01 Luglio 2009
Auguro a tutti delle buone vacanze!
A presto!
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 06:16 | Permalink commenti 
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Lunedì, 29 Giugno 2009
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 19:27 | Permalink commenti 
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Domenica, 28 Giugno 2009



[Napoli: Teatro San Carlo]
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 22:25 | Permalink commenti 
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Venerdì, 26 Giugno 2009

Domani a Napoli alle 20:30 al San Carlo... non perdete quest'opportunità!


Partenope è la sirena-regina che diede vita alla città di Napoli. Il mito di Partenope fu riscoperto dagli intellettuali napoletani del barocco, per mantenere e celebrare la propria identità culturale durante il periodo di dominazione spagnola.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 19:18 | Permalink commenti (2)
categoria:musica del settecento
Venerdì, 05 Giugno 2009

Mettetela un pò voi come volete! o applicatela alle situazioni più svariate!
Prendete un pò il volo come me... anche quì per dimenticare solo minimizzando ogni cruda realtà!
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 18:29 | Permalink commenti (2)
categoria:musicasincerità
Lunedì, 01 Giugno 2009

La Musica protagonista al Napoli Teatro Festival Italia 2009

Spiccano gli allestimenti de "La Partenope" di Vinci con la Cappella della Pietà de' Turchini di Antonio Florio e "Le Carnaval Baroque" con Le Poème Harmonique di Vincent Dumestre
La seconda edizione del Napoli Teatro Festival Italia si terrà a Napoli dal 4 al 28 giugno 2009 e presenterà collaborazioni e coproduzioni internazionali, nuove creazioni, testi originali commissionati ad autori italiani e stranieri.
Dei quasi 40 spettacoli in programma, più della metà saranno prodotti o coprodotti, 28 saranno testi commissionati o drammi contemporanei portati per la prima volta sulla scena.
Grazie a numerose relazioni coproduttive che hanno per obiettivo un programma di internazionalizzazione, il Festival produrrà e progetterà direttamente 20 nuove creazioni in cui artisti italiani lavoreranno insieme ad artisti di altri paesi, costituendo compagnie partecipate da teatri e festival di Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Argentina, Singapore, Stati Uniti.
La musica del Settecento francese e spagnolo teatral-musicale, che i compositori della Napoli europea dell’epoca fortemente condizionarono, sarà protagonista in 2 spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia 2009.
Gustavo Tambascio porterà in scena La Partenope di Leonardo Vinci, coproduzione italo-spagnola (Teatro festivalInaem e Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini) con la direzione di Antonio Floriosul podio della Cappella della Pietà de’ Turchini, ensemble di musicisti e cantanti specializzato nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano del Seicento e del Settecento e nella riscoperta di capolavori dell’opera dimenticati.
Lo spettacolo si propone come una ricostruzione della versione dell’opera presentata a Venezia nel 1725.
Partenope è una sirena dal corpo d’uccello che si lascia morire nel Mar Tirreno e il cui corpo, emerso a Posillipo, avrebbe dato vita alla città.
Ma Partenope è anche una regina della Tessaglia che, giunta in Italia con una comunità di elleni, avrebbe fondato i primi insediamenti nell’area napoletana.
Il mito delle due donne si fonde nel racconto della nascita di Napoli sin dalla prima rappresentazione della Partenope realizzata a Napoli nel 1699, su libretto di Silvio Stampiglia.
La fortuna dell’opera si deve soprattutto alle musiche composte daLeonardo Vinci per la rappresentazione veneziana del 1725, una partitura che ispirò, tra l’altro, George Friedrich Händel nella sua rielaborazione dell’opera.
Le Carnaval Baroque di Le Poème Harmonique, compagnia di musicisti francesi riunitisi nel 1998 attorno alla figura di Vincent Dumestre, è uno spettacolo che attraverso musica, danza, nuveau-cirque farà rivivere al pubblico una delle feste più popolari della Roma settecentesca.
Le Carneval Baroque accoglie la varietà che caratterizzava le feste carnevalesche, superando i confini tra le diverse arti e coinvolgendo cantanti, danzatori, mimi, acrobati, funamboli, giocolieri.
Musica d’eccezione anche nei due concerti che a giugno il Napoli Teatro Festival Italia propone in un cartellone congiunto con il Teatro di San Carlo.
Il 7 giugno l’Orchestra del San Carlo, diretta dal Maestro Giampaolo Bisanti, solista il violoncellista Luca Signorini, suonerà nel Massimo napoletano, l’appuntamento sarà replicato il 9 al Teatro Verdi diSalerno.
Ancora, il 16 giugno l’Orchestra del San Carlo, questa volta diretta daDan Rapoport, con solista l’oboe Giuseppe Romito, suonerà al San Carlo con replica al Teatro Verdi di Salerno il giorno 17 giugno.
(Comunicato stampa Napoli Teatro Festival)
Raffaella Tramontano
Napoli Teatro Festival Italia
Ufficio Stampa
Via dei Mille, 16
80121 Napoli
Tel e Fax: +39 081 195 603 83
Cell: +39 338 83 12 413 / 389 58 62 189

Viola Tizzano
Napoli Teatro Festival Italia
Ufficio Stampa
Via dei Mille, 16
80121 Napoli
Tel e Fax: +39 081 195 603 83
Cell: +39 339 81 46 592
Cosa ne pensate ci facciamo un salto?
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 17:45 | Permalink commenti (1)
categoria:eventi
Mercoledì, 27 Maggio 2009

Io penso che al di là dell'origine, uccello o pesce, con una o due code, a seconda delle epoche che la travolgono nella metamorfosi e nei significati, la sirena rimane sempre la stessa nel suo significato originario, più semplicemente, il suo duplice significato non è altro che la rappresentazione simbolica dell'umanità.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 16:09 | Permalink commenti 
categoria:pensierimusicacuriosità
Mercoledì, 27 Maggio 2009

Carmen Consoli- Eco di Sirene
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Domenica, 10 Maggio 2009
           Auguri di vero cuore a tutte le mamme!
Se non si fosse mamme non si potrebbe capire cos'è l'amore...
Perchè i figli di qualsiasi età sanno donare l'amore... con la A maiuscola.
Loro si che sanno amare...
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 19:55 | Permalink commenti 
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Domenica, 26 Aprile 2009
L' enigma delle sirene. Due corpi, un nomeUn viaggio sul Mediterraneo che tocca Partenope, Neapolis, Hierapolis, Ascalona, per poi approdare sull'altra sponda del Mare Nostrum, in Palestina, prima di fare ritorno a Napoli. E anche un viaggio da un estremo all'altro del tempo in un affascinante itinerario mitologico sulle tracce della sirena, attraverso le sue molteplici forme e le sue costruzioni culturali, per cogliere il segreto di questa creatura che continua ad abitare il nostro immaginario assumendo sempre nuove sembianze: donna-uccello, donna-pesce, dea Syria, Semiramide. Ma che incarna sempre un destino doppio, due corpi e un nome. A quest'enigma della doppia natura delle seduttrici per antonomasia, si cerca qui di dare una risposta. Un mistero che, sin dall'incontro fatale con Ulisse, rappresenta una sfida lanciata alla ragione dell'Occidente.
Per chi sarà a Napoli il 26 Maggio, la Dott. Moro presenterà questo suo libro alla libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri alle 18.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 07:33 | Permalink commenti 
categoria:libricuriosità

Albe gioielli

Giovedì, 23 Aprile 2009
cignoCigno è il nome comune di alcuni grandi, bianchi uccelli acquatici dal lungocollo flessuoso, facenti parte del genere Cygnusdella famiglia degli Anatidi.Presente con varie specie e sottospecie in tutto il mondo. Le rive dello specchio d'acqua devono essere in lieve pendio per consentire ai cigni d'entrare ed uscire agevolmente dall'acqua. Inoltre il terreno dev'essere dotato d'un prato verde dove i cigni possano "pascolare" allegramente.La tradizione poetica gli attribuisce un suono, che emetterebbe quando è nel periodo degli amori (il famoso canto del cigno), che però ben pochi possono vantarsi d'aver udito. Grigi alla nascita, diventano bianchi solo da adultiNon sporca, non arreca alcun fastidio, non emette suoni se non un lieve sibilo che s'ode appena (tanto che in passato si riteneva che fosse muto). Se nel laghetto vi sono pesci, non li molesta. Difficile è invece, la sua convivenza con i consimili (come le anatre) perché ha un carattere litigioso e dispotico.I cigni formano coppie che restano unite tutta la vita: nidificano tra i canneti, dove l femmina cova per circa un mese da 4 a 8 uova azzurrognole, mentre il maschio fa la guardia al nido. Alla nascita e fino al raggiungimento dell'età adulta i giovani cigni mantengono un piumaggio assai poco attraente (in genere d'un colore grigiastro simile a quello d'un uccello bianco passato attraverso un camino sporco di fuliggine) ma assai più mimetico - ed utile quindi alla sopravvivenza - di quello, bello ma vistoso, degli adulti.
I cigni sono uccelli essenzialmente erbivori, infatti, si nutrono in prevalenza di piante acquatiche e palustri che strappano dal fondo con il becco. Mentre la maggior parte degli uccelli acquatici deve tuffarsi sott'acqua alla ricerca del cibo, il cigno può tranquillamente esplorare la vegetazione sottostante fino ad un metro di profondità, grazie al suo lunghissimo collo. A volte "pascolano" sulla terraferma e lungo le rive cibandosi di erbe, radici e semi. In realtà la loro dieta non è strettamente vegetariana: infatti, insieme alle erbe ingurgitano anche un buon numero di piccoli animaletti acquatici ad esse associati (crostacei, larve d'insetti e lumachine). Sono poi dei grandi opportunisti, ghiotti di pane (soprattutto se inzuppato nel latte, pastoni per le anatre o destinati ad altri animali, farina d'orzo, riso cotto, biscotti, mais, patate cotte, frutti, crusca, verdure (soprattutto crude), ortaggi vari e perfino carne in minuscoli bocconi mescolati al pastone. In cattività spesso il cibo viene servito in un capiente contenitore di legno e plastica che può essere posato in terra oppure messo a galleggiare sull'acqua.
I cigni sono ospiti immancabili di zoo, parchi naturli, orti botanici e grani residenze dotate di vasti spazi e specchi d'acqua più o meno naturali. Se tenuti in parchi o giardini possono causare qualche piccolo danno alle piante ornamentali. Per un privato, tenere questo splendido palmipede non è impresa per tutti, se non altro perché bisogna disporre d'uno specchio d'acqua (laghetto, stagno o grande vasca), e quindi d'un terreno abbastanza vasto da contenerlo. Tutte le specie di cigni vengono allevate in cattività dall'uomo per uso culinario, per reintegrare le colonie in natura o semplicemente come ornamento di giardini anche dei privati. La profondità dello specchio d'acqua dovrebbe essere d'almeno un metro, perché tanto "pesca" il cigno quando muove le zampe per nuotare. Non bisogna però esagerare con l'alimentazione in cattività. Anticamente il cigno bianco, i cigni esotici nero e collo nero, quello selvatico ed il minore li si allevava per mangiarli: oggi, per fortuna, la loro bellezza li mette al riparo da questo rischio. Un parco destinato ad ospitarlo va comunque recintato, con una rete interrata d'almeno 20 cm, per evitare "evasioni". Le specie di questo maestoso uccello ornamentale sono diverse, variamente diffuse sia allo stato selvatico che provenienti d'allevamenti e poi introdotti in natura, soprattutto nei parchi attrezzati e nei giardini botanici. Infine bisogna prevedere l'esistenza d'uno o più ricoveri, in legno o muratura, alti un metro o più, dove i cigni possano rifugiarsi durante le intemperie e deporre e covare le uova. Il suo allevamento non è difficile, anche se c'è chi sostiene che il cigno non possa essere considerato un animale domestico. Ma l'uomo lo tiene in cattività da tempi immemorabili, con grande soddisfazione e senza recargli danno né limitare la sua libertà. Anche il suo nutrimento non è problematico: provvede da solo a trovare erbe, radici, semi ed animaletti acquatici.
La costellazione del cigno
Una costellazione è un gruppo di stelle visibili correlate da una particolare configurazione. Nello spazio tridimensionale, molte delle stelle che vediamo hanno poca relazione tra di loro, ma possono apparire come raggruppate su un piano immaginario del cielo notturno.
Il Cigno (in latino Cygnus) è una costellazionesettentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 moderne costellazioni. A causa della disposizione delle sue stelle principali, è a volte chiamato laCroce del Nord (in contrasto con la Croce del Sud).
La forma dell'uccello si estende sulla Via Lattea estiva, volando verso sud. Quella del Cigno è una costellazione brillante e di grandi dimensioni; si tratta di una delle figure più tipiche dell'emisfero boreale, disposta lungo laVia Lattea, in un suo punto molto ricco e in cui questa appare divisa in due da una serie dinebulose oscure note come Fenditura del Cigno. La sua forma, ben riconoscibile nei cieli da giugno a novembre, ricorda una grande croce,
La costellazione del Cigno prende spunto da vari personaggi della mitologia greca di nome Cicno, trasformati in cigno.
Una denominazione diffusa del Cigno è quella di Croce del Nord, e in effetti la sua forma è molto più larga e distinta di quella della famosa Croce del Sud. Nella sua foggia a croce i Greci vedevano il lungo collo, le ali spiegate e la coda mozza di un cigno che volava lungo la Via Lattea in cui è incastrato. I mitografi ci dicono che il cigno è una mimetizzazione di Zeus che si reca da una delle sue innumerevoli amanti, ma non sono d'accordo su chi sia la meta di quella particolare visita.
La versione del racconto che risale a Eratostenedice che Zeus un giorno s'invaghì della ninfaNemesi che abitava a Ramno, a nord est di Atene. Per sfuggire alle avance sgradite del dio assunse le forme di vari animali, dapprima tuffandosi in un fiume, poi scappando per terra, e infine volando via sottoforma di oca. Senza arrendersi, Zeus la inseguì nonostante tutte le trasformazioni, ogni volta trasformandosi in un animale più grande e più veloce, finché non si tramutò in cigno e con quelle fattezze l'acchiappò e la violentò. Iginoracconta una storia simile, ma non cita le metamorfosi di Nemesi. Dice, invece, che Zeus finse di essere un cigno che stava sfuggendo a un'aquila e che Nemesi gli offrì rifugio. Solo dopo essersi addormentata con il cigno in grembo si rese conto dell'errore compiuto.
In entrambe le versioni il risultato fu che Nemesi fece un uovo che fu poi donato alla Regina diSpartaLeda, alcuni dicono da Ermete e altri da un pastore che trovò l'uovo in un bosco.
Dall'uovo uscì la bella Elena (che doveva diventare poi famosa come Elena di Troia).
Una versione più semplice recita che Zeus, trasformato in cigno sedusse Leda sulle sponde del fiume Euroto; con in mente questa storia,Germanico Cesare si riferisce al cigno come a «l'adultero alato». Leda era la moglie del ReTindaro di Sparta, e questo fatto complicò ulteriormente le cose perché quella stessa notte la donna giacque anche con il marito.
Secondo una delle interpretazioni, Leda procreò un solo uovo da cui uscirono i gemelli Castore ePolluce e anche Elena. Il guscio di quest'uovo fu, nella leggenda, esposto in un tempio di Sparta, legato a nastri che pendevano dal tetto. Un racconto contrastante dice che Leda fece due uova, da uno vennero fuori Castore e Polluce e dall'altro Elena e sua sorella Clitennestra. Ad aumentare la confusione si deve aggiungere che Polluce ed Elena erano notoriamente figli di Zeus, mentre Castore e Clitennestra avevano per padre Tindaro. Castore e Polluce sono commemorati nella costellazione dei Gemelli.
L'atto simbolo del cigno è quello di ricevere e accettare la grazia portata dal cambiamento. Sottomettendosi al piano divino del Grande Spirito e non opponendosi in nulla alla sua volontà, consente al suo aspetto giovanile, quello del brutto anatroccolo , di trasformarsi in un elegante e maestoso cigno. Accettata questa grazia, può portarsi con lo sguardo nello spazio oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno. Uomini in possesso della forza del cigno hanno la capacità di prevedere il futuro, poiché perfettamente in grado di accettare senza riserve il disegno della volontà divina. Il cigno ci insegna a portare la nostra coscienza in armonia con tutti i livelli dell'essere e a sviluppare con cura la nostra intuizione: ciò ci aiuta a pervenire alla capacità di vedere nel futuroE' il simbolo del candore e della grazia. Per i Cristiani simbolo della purezza e dello stesso Cristo

I cigni sono in stretta relazione con gli dèi luminosi d'Irlanda, i Tuatha Dé Danann, e sono il simbolo di saggezza, amore sincero, fedeltà per la/il propria/o compagna/o, innocenza, purezza, forza e coraggio. Il cigno dona la capacità di interpretare i sogni e rappresenta l'evoluzione spirituale. E' legato all'acqua (dove nuota), all'aria (dove vola) ed alla terra (dove si posa), ma rappresenta soprattutto il fuoco del sole da cui trae il suo potere per padroneggiare gli altri tre elementi. Rappresenta la comunicazione fra gli elementi, fra i diversi mondi e come animale sacro alla Dea è considerato un simbolo del sole e un messaggero degli dèi, benefico e sacro possessore di poteri magici legati alla musica e al canto, uniti ai poteri terapeutici del sole e dell'acqua: il cigno rappresenta anche la luce interiore dello spirito umano, la scintilla divina nell'uomo. Il suo volo è paragonato al ritorno dello spirito verso la propria sorgente e rappresenta la parte dell'uomo che tende al bene, al meglio di sé, alla perfezione, alla spiritualità. Nel medioevo era l'emblema della cavalleria mistica e rappresentava il cavaliere che partiva alla rierca del Graal, la Sacra Coppa.Il cigno
Il potere del cigno sta nell'accettare i doni della fortuna. Come il cigno si sottomette ai piani del Grande Spirito, evolvendosi dal brutto anatroccolo nel bello e aggraziato cigno.
Le persone con il potere del cigno possono vedere nel futuro, perchè sono in grado di materializzare i piani del divino del trascendente. Il cigno insegna a prendere coscienza dell'equilibrio che esiste tra tutti gli stati della vita e a svilippare l'intuizione.
Il cigno simbolizza la grazia gli stati di coscienza alterata l'intuizione la trasformazione la transizione l'evoluzione spirituale, il presagio, il sospetto la divinazione, la dignità, la monogamia la lealtà e il silenzio "


In araldica il cigno simboleggia la vecchiaia gloriosa e rispettatafelice navigazione e, soprattutto, buon augurio.cigno
Questo ciondolo è realizzato in argento e vi sono delle pietre nella posizione delle principali stelle che ne individuano la costellazione.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 03:59 | Permalink commenti (2)
categoria:gioielligemelliriproduzionecostellazioneciondolo,stilizzazioneincastonaturacuriosità
Giovedì, 23 Aprile 2009
germano-reale.jpg
L'anatra è un animale piuttosto comune nella letteratura e nell'arte, spesso antropomorfizato.
Circa 55 milioni d'anni fa, fecero la loro comparsa sulla terra.
Volatile d'antichissima origine (pare esistesse già nel Cenozoico), l'anatra, anas o anser in latino, caratterizzata dal piumaggio variopinto, era considerata da Egizi, Celti, Sanscriti e Greci un animale di tutto rispetto, tanto da essere assurto ad uccello sacro, simbolo della creazione del mondo. Le anatre "moderne" appartengono alla famiglia degli Anatidi, che annovera oltre sessanta generi e quasi centosettanta specie.
Anatra (anche anitra) è il nome comune di parecchi uccelli acquatici, generalmentemigratori, della famiglia degli Anatidi e in particolar modo del genere Anas.
Vivono comunemente negli  stagni e nei laghi nutrendosi di cibo situato sotto la superficie dell'acqua. Gran parte di esse, specie quelle principalmente acquatiche, non hanno un buon coordinamento dei movimenti sulla terraferma; quelle più piccole, invece, sono solitamente coordinate in entrambi gli ambienti.
L'anatra possiede qualità "atletiche" non indifferenti: ha infatti una grande capacità nuotatoria anche nelle acque più fredde e nelle condizioni climatiche più disagiate, grazie all'impermeabilità del piumaggio ed alla sua notevole abilità e resistenza in volo
L'anatra domestica è una specie selezionata, probabilmente derivata dal germano reale e altre specie anche americane. Con anatra selvaticasolitamente si intende il germano reale.
 Sono sociali, volano in grandi gruppi d'inverno, in cattività vivono tranquillamente assieme ad altre specie di anatre.
La femmina prende l'iniziativa nella scelta del compagno esibendo un comportamento attraente, le coppie hanno dei legami molto forti fra loro ed una volta formatesi, l'anno successivo si ricostituiranno piuttosto che cambiare; per questo motivo tradizionalmente in Cina, in giappone ed in Corea l'anatra mandarina è un simbolo di affetto coniugale e fedeltà in quanto maschio e femmina si accompagnano sempre, l'anatra rappresenta fedeltà coniugale.
Per gli antichi egizi essa era portatrice di vita e fertilità sulla terra.

Animale migratorio, è la personificazione del viaggio iniziatico. Per la migrazione che compie ogni anno simboleggia la difficile ricerca spirituale e il ciclo delle rinascite. Negli antichi egizi è associata alla dea Iside. Nell’ebraismo è il simbolo dell’immortalità.

anello ocaoca ciondolo
Oggetti realizzati in argento con uno studio della forma stilizzata dell'anatra, e con una magistrale incastonatura dettata da mani esperte.
 anello ocaoca ciondolo
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 03:02 | Permalink commenti (1)
categoria:gioiellianelloaltorilievociondolostilizzazioneincastonatura,curiosità
Mercoledì, 01 Aprile 2009

Un lungo ininterrotto racconto accompagna fin dall'origine la vicenda di Napoli, una delle più antiche città dell'Occidente.
Partenope, la sirena fondatrice, è la sorgente di questa narrazione: il canto, il femminile, la bellezza.
L'eco remota del mito di fondazione non ha mai abbandonato l'immaginario della città.

Lo spirito della sirena continua a risuonare nella storia di Napoli fino ai nostri giorni. Reincarnandosi in figure nuove.
Come Patrizia, la santa venuta dal mare, emblema femminile della capitale barocca.
Elisabetta Moro ha conseguito a Dottorato di ricerca in Etnoantropologia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Attualmente lavora presso la Cattedra di Antropologia Culturale dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 04:34 | Permalink commenti 
categoria:libriricerche antropologichecuriosità
Sabato, 28 Febbraio 2009


Avete visto questo film? Cosa ne pensate? Certo, direte romanzato, vi dirò che però tutto sommato rispecchia moltissimo quella che è una realtà comune a molti di noi, più o meno fortunati. Chi non è entrato ed uscito con la velocità di un fulmine da una realtà come questa... perchè ci si entra? e perchè ci si ritorna? La necessità di una realtà quotidiana per molti, dagli studenti che tentano di mantenersi agli studi, alle mamme, alle casalinghe che cercano dopo anni di reintegrasi nel mondo del lavoro.
Ma il lavoro part time, che "tutela" il lavoratore, è questa realtà che io trovo non rispecchi minimamente la nostra mentalità... L'imprenditore è totalmente tutelato:  fa leva su un ambiente giovane, che deve costruire uno stipendio, anche in base alla meritocrazia. In realtà trovo che il lavoratore subisca solo delle notevoli pressioni psicologiche, mascherate dalla scusa di voler incentivare il suo  stipendio (...e non il loro) e la sua professionalità; in realtà il lavoratore va degradando nella sua prestazione. Ti illudono con false amicizie, con gare, cercando di colpire il tuo ego come se tu fossi un bambino: bravo..., continua così...,questo mese il nostro gruppo ha vinto la gara ed avete vinto il bonus! Una caramella data ai bambini per alleviare quello che è lo stress che loro stessi da buoni marines provocano al lavoratore, spremuto come un limone che, per quanto sia tutelato, viene gettato nella pattumiera. Appena mostra un minino di cedimento, viene maltrattato,  mandato a "FANCULO, tanto è uno stronzo" o,nei migliori dei casi, perchè non è un lavoro che fa per lui o perchè è improduttivo (però i frutti fino a quel momento, i suoi frutti sono finiti nelle loro tasche). E se non dovessero riuscire a eliminare il limone spremuto, allora inizia il mobbing: richiami mai segnati, appunti o contatti che spariscono, in un modo o nell'altro "tu sei carne da macello".
Tutto ciò perchè, infondo, tu hai tutta "UNA VITA DAVANTI".

postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 15:41 | Permalink commenti (2)
categoria:commentifilmcuriosità
Sabato, 31 Gennaio 2009
Sono come l'aria che c'è ma non la si percepisce,
       Non sono l'ossigeno per nessuno.
      Chi vuoi che pensi all'aria?..
e se qualcuno ci pensa ella sfugge.
      L'aria non emerge... c'è.
            Presunzione?
          l'aria non pensa
 convive timidamente in una realtà.  
          Sono nessuno,
rimango nessuno, rimarrò nessuno.
La Sirena, Parthenope, conosce la mia condizione
           ella vive, ed è onnipresente,
            la si incontra in ogni dove,
              ma nessuno la vede.
E quando la si vuol notare si pensa che sia
        troppo presente e ci si stanca.
                   Che tristezza.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 20:59 | Permalink commenti (3)
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Sabato, 31 Gennaio 2009
Un grazie enorme a chi viaggia anche per me, e che mi permette di aprire la mia mente ed ampliare la mie conoscenze, con l'aiuto della ricerca anche sui libri... che grande cosa! 
L'Atollo Vaavu è un atollo delle Maldive. È il più piccolo atollo amministrativo in termini di popolazione.
Questo è anche denominato atollo Felidhu.

atollo
Atollo Vaavu

dhiggiridihigiriUn atollo è un'isola composta da una particolare formazione di terra emersa e lagune, presente negli oceani Pacifico e Indiano e compresa tra le latitudini tropicali. Il suo nome deriva da un'espressione dialettale delle popolazioni autoctone delle Isole Maldive"Atolu".
Gli atolli si formano quando un'isola vulcanica ha eruzioni di tipo esplosivo particolarmente violente: il cono viene distrutto ed è possibile che rimangano sopra la superficie marina parte delle pareti del vulcano mentre lo spazio interno viene invaso dall'acqua, formando così una laguna. Intorno all'isola nel frattempo, si è formata nel corso dei millenni una barriera corallina, che, in continua crescita, affiora ed emerge dalla superficie marina, formando bassi fondali al suo interno e nelle sue immediate vicinanze a causa dell'erosione continua che onde e vento praticano ininterrottamente sulla formazione corallina più superficiale. Da qui la particolare colorazione bianco-rosata della sabbia. La Polinesia francese è formata solo da atolli che si differenziano da quelli più famosi nell'immaginario collettivo, quelli delle Maldive, poiché presentano alture e colline (i coni vulcanici ricoperti di foreste riemersi in seguito a successive eruzioni). Gli atolli delle Maldive infatti sono formati solo dall'accumulo di sabbia e non sono più alti di 12-15 metri sul livello del mare.
Il primo a formulare ipotesi riguardo al processo di formazione degli atolli fu Charles Darwin.

File:Coral atoll formation animation.gif

È la natura vulcanica dell'isola a creare, millenni fa, le condizioni particolari per la nascita delle barriere coralline. Infatti le acque sulfuree sono alla base dell'alimentazione batterica e vegetale, quindi dei piccoli infusori e microrganismi, quindi dei coralli. Con il passare dei millenni i coralli hanno formato vere e proprie cattedrali, ma di dimensioni chilometriche. Questa abbondanza di protezioni e di cibo (ricordiamo che intorno agli atolli la profondità marina può superare abbondantemente qualche chilometro) ha attirato numerosissime varietà di pesci, molluschi, crostacei (uccelli ed insetti in superficie nelle isole), tanto da poter dire che la barriera corallina è l'ambiente dove c'è maggiore biodiversità su tutta la Terra.
Grazie anche a Wikipedia!
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 18:35 | Permalink commenti 
categoria:gioielliciondolostilizzazioneatolloatollo felidhoocuriosità
Lunedì, 22 Dicembre 2008

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categoria:buon natale
Venerdì, 19 Dicembre 2008

Baciata dalla Sirena


Alla costante ricerca del bello, sul sentiero delle Arti e dei Mestieri di tradizione napoletana, come un timido giglio intriso di rugiada è sbocciata d'incanto davanti l'occhio della nostra telecamera Giusy Malandruccolo, un'artista di spessore: forte come la quercia, delicata come un fiore. La sua grandezza risiede nella sua umiltà e nelle sue mani che trasformano nella consistenza di un monile i simboli dei ricordi ancestrali di ognuno. Basta osservare le sue incantate e quasi magiche realizzazioni, per poterla definire un'alchimista scultrice. Una fata ella stessa. Un'ancella di Partenope.
 Per contatti: Giusy Malandruccolo è su http://albegioielli.splinder.com 

 
Inviato da: vocedimegaride
 
 
La "persona" Giusy Malandruccolo è di tale riservatezza ed umiltà benchè artista a tutto tondo che averla incontrata in questo putiferio di protervia fatta di arroganza ed individualismo, è stato come attingere ad una sana boccata d'ossigeno! Ecco, perchè abbiamo fatto quanto possibile per darle visibilità. Perchè MERITA! megaride
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 04:46 | Permalink commenti (7)
categoria:intervistapromomegaridecuriosità
Venerdì, 07 Novembre 2008
sir
                   
                 "Non sempre nuoce",
in tre parole è risolvibile la soluzione che racchiude la realizzazione della mia Sirena, del mio sentimento per quello che mi sta dando Napoli... e mi fa piacere averla conosciuta...
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 21:27 | Permalink commenti (5)
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Domenica, 26 Ottobre 2008

... Ai posteri l'ardua sentenza...
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 19:02 | Permalink commenti (6)
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Albe gioielli

Sabato, 11 Ottobre 2008
sirena1
Eccole a confronto, la prima, la seconda e la terza Sirena Partenope. Tutte riprendono il disegno pubblicato in un testo del 1888, che racconta di Napoli e delle sue leggende. Al di là anche se con molte differenze entrambe fanno parte di me e delle mie capacità. Tutte in argento, le più piccole sono pensate per un ciondolo; quella centrale era appunto pensata per un premio a fine convegno. Ma quello che volevo farvi notare è la differenza di esecuzione dello stesso tema e dalla stessa mano. Sembra incredibile, anch'io rimango incredula... E' per questo che ho sempre fotografato i miei lavori... Per potermi valutare con un metro di paragone che fosse dettato dalle mie capacità. Ecco perchè mi sono detta che questo lavoro mi ha dato tanto, mi ha dato molto più di ciò che speravo. Mi ha dato coscienza che posso migliorare e lavorare con soddisfazione.
Per me stessa presto pubblicherò il mio lavoro finito, spero entro la prossima settimana... perchè sto litigando ancora con le dimensioni dell'immagine.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 15:05 | Permalink commenti (9)
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Sabato, 11 Ottobre 2008
Sapete cari amici, nostante tutto, le trattative andate male, gli errori grossolani e le amicizie perse, devo dire che nel mio piccolo mi sono resa conto di poter ancora migliorare come "scultrice". Non voglio offendere nessuno. Ho solo intenzione di capire quali doti devo e posso perseguire. Non mi sento una scultrice ce ne vorrà ancora molto di lavoro. Ma grazie al presidente di Capri Enigma ho capito che posso fare meglio e quindi lo ringrazio per avermi dato l'opportunità di realizzare un tema a me molto caro. E di avermi fatto capire, suo malgrado, che tutto sommato io sono in grado di realizzare cose che per alcune persone rimarranno solo nell'immaginario. Lo ringrazio quindi di avermi dato coscienza di poter migliorare e di avermi dato forza, fiducia nelle mie possibilità. Non me ne rendevo conto ma questa per me è stata una grande occasione che non poteva essere banalizzata ad un semplice concetto di un lavoro eseguito.
Grazie di cuore!
Ma come ben sapete lui non è l'unico da dover ringraziare... A tutti coloro che mi sostengono e mi consigliano,
Grazie di cuore!
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 02:11 | Permalink commenti (2)
categoria:commentialtorilievocuriosità
Sabato, 04 Ottobre 2008
Cari amici, ultimamente ero entusiasta per quello che mi era accaduto:
Il 19 Agosto mi arriva una mail per me quasi irreale, era il presidente del Convegno Capri Enigma che voleva affidarmi un lavoro ( il premio da consegnare ai partecipanti del concorso), ne ero fiera e lusingata.
Pensate sono stata anche a contatto con chi da anni esegue materialmente i premi per questo concorso, ne ero fiera.
Ma io non sono un commerciante e sarei dovuta nascere in un' altra epoca, la cavalleria (forse non c'entra molto penserete) non appartiene a quest'epoca.
Nel rispetto di chi aveva commissionato il lavoro e del commerciante che doveva collaborare con me (scelto dal mio committente e da lui definito commerciante ed esecutore materiale dei premi per Capri Enigma, e che per me era un mito da rispettare) non ho proposto di eseguire l'intero lavoro allo stesso prezzo da lui pagato l'anno prima.
Ho fatto valutare da terzi competenti il mio lavoro e, nonostante io abbia giocato al ribasso considerato anche il fatto che io offrivo 130 g di argento e non 10 g ( che il commerciante aveva venduto l'anno prima), ad un prezzo inferiore solo perchè non ho un mome famoso, sono stata scartata. Altro non so pensare, visto che il committente mi aveva assicurato che il costo non era un problema. Ripensando però alla mia proposta di compenso, che comunque rispettava la cifra proposta da lui in agosto, si è tirato in dietro; alla fine, quando in una delle mie ultime mail gli ho esposto quelle che potevano essere le spese e il mio compenso, ha avuto un ripensamento repentino e, nonostante mi avesse incaricato ed assicurato, con tanto di stretta di mano, che il lavoro era mio, lui ha girato le spalle, scusandosi in diverse occasioni, con diverse motivazioni ha rifiutato il mio lavoro.
 Ero andata a pattuire da lui per un anticipo che assicurasse il pagamento delle persone che avrebbero collaborato con me. Ma ho ottenuto un rifiuto del lavoro. Pazienza e ce ne vuole.
Per fortuna un pò di cavalleria esiste, il mio committente mi ha risarcito delle spese iniziali. Pazienza per la delusione e tutto il resto che ne consegue.
D'altronde meglio così, meglio perdere un lavoro che essere pagata male per il lavoro svolto.
Questa purtroppo è vita reale e non racconti immaginari che aiutano ad affrontare le difficoltà quotidiane.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 09:12 | Permalink commenti (8)
categoria:curiosità
Venerdì, 05 Settembre 2008
Qui potete vedere le foto delle mie creazioni.

http://www.flickr.com/photos/albegioielli/
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 15:18 | Permalink commenti (6)
categoria:gioielli
Lunedì, 01 Settembre 2008
spezzagambeQuesto oggetto in argento è una riproduzione con tanto di disegni arborigeni di un originale che è arrivato in Italia come souvenir Australiano.
E' una tradizione di tribù arborigene australinane in prossimità di Sidney.
Difatti l'oggetto in questione è una variante del classico boomerang che tutti conosciamo.
L'arborigeno che lo utilizza mira alle gambe della preda per farla inciampare o per spezzarle le gambe, da quì il nome.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 17:11 | Permalink commenti (7)
categoria:gioielliciondolocuriosità
Sabato, 30 Agosto 2008
sayaka4
Questo anello è stato creato su richiesta per una persona speciale, doveva avere le doti per essere una nuova proposta... un anello diverso... non il solito solitario. Un lavoro d'equipe con il committente.
Realizzato in oro bianco, diamanti e acquamarine, questo anello ha una forma particolare, ma questo è evidente guardando l'immagine.
Del diamante ne abbiamo già parlato, ma poteremmo conoscere ora, vista l'occasione anche l'acquamarina.
L'acquamarina deve il suo nome alla sua colorazione che ricorda appunto l'acqua del mare. E' una delle pietre preferite dalle donne, l'acquamarina appartiene alla famiglia del berillo, è trasparente, non ha inclusioni, ha una buona durezza ed è molto utilizzata nella gioielleria moderna. Il suo colore è azzurro, solitamente, nelle varie sfumature di azzurro a volte  tende un pò al verde.
Generalmente il colore azzurro induce ad una sensazione di serenità, tranquillità, secondo alcuni calma l'aggressività e aiuta chi ha problemi respiratori. Ma al di là di ogni teoria o conoscenza scientifica l'acquamarina rimane una pietra affascinante per la sua colorazione data dalla presenza del ferro nel magma durante il raffreddamento.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 03:23 | Permalink commenti (3)
categoria:gioiellianellocenni di gemmologia
Domenica, 24 Agosto 2008

imm 05
A proposito di creazioni poste da madre natura... Ecco quì stilizzata e rappresentata nelle sue forme casuali una foglia di una pianta di calla. Trovo che la foglia di questa pianta come il suo fiore abbiano un fascino insolito... e perdonatemi ma mi sono lascita stregare come da un soave canto...
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 08:28 | Permalink commenti 
categoria:gioielliciondolo
Domenica, 24 Agosto 2008
sole2 Il sole fonte naturale d'energia è sempre stato presente nelle culture di tutti i tempi è stato rappresentato sotto diverse forme ed è diventato anche un dio in alcune religioni. La mia rappresentazione del sole non è una riproduzione ma una creazione "summa" di studi della forma e con un signigicato simbolico, la spirale, che da un punto centrale (il sole) si avvolge una linea continua e monotona ma che è simbolo di costanza e di una sicurezza per la vita di ogniuno dai primordi ad oggi e sempre sarà fonte di vita. Per quanto riguarda le forme irregolari dei contorni vi pongo una domanda: sapete indicarmi quando madre natura ha utilizzato righe, squadre e compassi? E' vero qualche volta eccelle ma perchè eliminare l'incognita di una linea imprecisa di fronte alla monotonia di una spirale? Perchè quindi non rappresentare "l'ncandescenza" naturale della stella in questione? E poi il mio stile deve essere presente negli oggetti che produco.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 07:29 | Permalink commenti 
categoria:commentigioielliciondolostilizzazionecuriosità
Martedì, 19 Agosto 2008
Giallo5Il desiderio di fare un regalo particolare mi ha condotto ad una delle mie passioni più segrete: la ginnastica ritmica. Il meraviglioso ondeggiare del nastro in una sequenza di passi armoniosi e liberatori mi ha condotto alla realizzazione di questo ciondolo in oro bianco e diamanti.
Il diamante è la pietra piu' dura, trasparente e luminosa che esista: Carbonio puro. Si forma ad una pressione di 40.000 atmosfere e a una temperatura di oltre 2.000 gradi Centigradi. Simboleggia la purezza, il coraggio, la forza, la lealta', la lucidita' mentale, la Saggezza divina.
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 09:01 | Permalink commenti (1)
categoria:gioielliciondolocenni di gemmologiastilizzazionecuriosità
Lunedì, 23 Giugno 2008
La corniola è una varietà molto nota dicalcedonio. La colorazione più pregiata è quella di un rosso-arancio, il rosso della corniola è dovuto alla presenza di ossidi di ferro, mentre le tonalità più chiare sono da attribuirsi all'idrossido di ferro. Se si sottopone il minerale ad un leggero riscaldamento, il colore diventa più intenso.
corniola
Per gli antichi Egizi la corniola, era il rossosimbolo della vita: legata a precise pratiche religiose, aveva il compito di accompagnare i defunti durante il viaggio verso l'aldilà, per questo la gemma adornava anche il prezioso pettorale funerario del faraoneTutankhamon
In corniola poi venivano scolpiti molti animali sacri come l'ariete di Amon ed il falco Horus (simbolo del sole).
postato da: ALBEGIOIELLI alle ore 19:48 | Permalink commenti (1)
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